Ad #HartIsland, #NewYork, vengono seppellite… by @beabri

Ad #HartIsland, #NewYork, vengono seppellite le persone che muoiono senza che nessuno reclami i corpi per la sepoltura. Persone senza fissa dimora, indigenti, che finiscono il viaggio su questa piccola isola in semplici bare che riportano solo il nome. (#thread)

Circa 25 sepolture a settimana, prima della #pandemia di #COVIDー19. Oggi, sono più di 25 al giorno. Ci sono più decessi, e meno giorni di attesa in obitorio (si è scesi da 60 a 14 giorni, perché non c’è più spazio per aspettare).

Gli #USA stanno pagando un prezzo altissimo in numeri di vittime del #COVIDー19, ma ancora una volta a essere colpiti più duramente sono i più vulnerabili.

Chi non ha modo di auto isolarsi, in una #quarantena più o meno dorata. Chi non può dire #iorestoacasa perché una casa non ce l’ha. Chi non può mantenere le distanze perché costretto in #carceri o strutture sovraffollate.

Chi non ha accesso a informazioni, assistenza sanitaria di qualità, dispositivi di protezione individuale o anche semplicemente a sapone e acqua corrente, per “lavarsi spesso le mani”, come suggeriscono le norme igienico-sanitarie.

Non sappiamo se le persone sepolte ad #HartIsland siano tutte vittime del #COVID2019, perché non a tutte viene fatto il tampone. Però sappiamo che sono vittime di un sistema che nelle emergenze espone a rischi maggiori chi è già vulnerabile.

Un sistema classista e anche razzista, come è evidente negli #USA, in cui, stando ai dati del Washington Post, le aree a maggioranza nera registrano tre volte il numero di contagi e sei volte quello dei decessi da #coronavirus rispetto alle altre.

Un sistema che colpisce più duramente dove la forbice della #disuguaglianza è più ampia.

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